X Agosto

Myricae, 1896

San Lorenzo, io lo so perchè tantodi stelle per l’aria tranquillaarde e cade, perchè sì gran piantonel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:l’uccisero: cadde tra spini:ella aveva nel becco un insetto:la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tendequel verme a quel cielo lontano;e il suo nido è nell’ombra, che attende,che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:l’uccisero: disse: Perdono;e restò negli aperti occhi un grido:portava due bambole, in dono...

Ora là, nella casa romita,lo aspettano, aspettano, in vano:egli immobile, attonito, additale bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondisereni, infinito, immortale,oh! d’un pianto di stelle lo inondiquest’atomo opaco del Male!

De Myricae (1896), a partir de la transcripción de Wikisource en italiano.

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