Alla sera

Poesie, 1803

Forse perchè della fatal quïeteTu sei l’immago a me sì cara, vieni,O Sera! E quando ti corteggian liete4Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquieteTenebre, e lunghe, all’universo meni,Sempre scendi invocata, e le secrete8Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’ormeChe vanno al nulla eterno; e intanto fugge11Questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure, onde meco egli si strugge;E mentre io guardo la tua pace, dorme14Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

From Poesie (1803), via the Italian Wikisource transcription.

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